Geolocalizzazione: sì o no?

06/05/2019 in General



Geolocalizzazione: sì o no?

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Ormai dove finiscono le nostre dita deve per forza incominciare uno smartphone. E allora si deve parlare di geolocalizzazione con più urgenza e attenzione.

Da un lato perché abbiamo molte più possibilità di orientarci nel mondo, di conoscere le persone prossime, di trovare esattamente il ristorante che cerchiamo; dall’altro perché è uno degli strumenti più potenti e immediati per controllarci e monitorarci rispetto ai nostri comportamenti abituali e alle loro eccezioni in qualsiasi momento.

Ma prima di tutto, cosa vuol dire geolocalizzare?

Vuol dire determinare dinamicamente la posizione di un oggetto nel mondo reale. Questa definizione sembra aprire degli scenari distopici: se è sempre possibile determinare la posizione di tutti i soggetti collegati alla rete, ovvero sostanzialmente di tutti i soggetti, non ci rimane che abbassare le armi della privacy alla società del controllo.

Eppure, con il coinvolgimento di commissioni etiche e l’attuazione di politiche legislative attente a tutte quelle nuove tematiche di privacy che si aprono con il potenziamento dei mezzi tecnologici, noi crediamo che sia possibile utilizzare la geolocalizzazione in modo proficuo.

La tecnologia Beacon è scarsamente invasiva e ci permette, tramite la nostra applicazione, di fornire servizi, link, materiali, informazioni, contatti che altrimenti sarebbero più difficili da reperire e conservare.

Inoltre grazie a Wrebby, è possibile orientarsi con facilità all’interno di grandi spazi espositivi, quali fiere ed eventi. Dall’altra parte gli organizzatori della manifestazione avranno la possibilità di verificare i flussi di affluenza delle persone e offrire al loro pubblico un servizio sempre più performante rispetto alle sue esigenze di fruizione.

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